La festa dell’8 settembre

La tradizionale festa dell’8 settembre in onore di N. S. del Suffragio, patrona e protettrice di Recco, ha assunto, nel corso di un decennio, una rilevanza sempre maggiore a livello nazionale e anche internazionale. Da una trentina d’anni è diventata la “SAGRA DEL FUOCO” per l’imponenza degli spettacoli pirotecnici e delle tradizionali sparate di “mascoli”. L’8 settembre è la festa della città, che trae origini antichissime nel culto della Madonna. È la festa dei Quartieri, i protagonisti e l’anima dei festeggiamenti, i “padroni” di Recco per qualche giorno.

  

In realtà tantissimi sono coloro che sono coinvolti. Il Santuario e la Confraternita sono custodi dei momenti religiosi più sentiti: la Messa dell’alba, la celebrazione Pontificale delle 11 e la Processione solenne per le vie cittadine dove possiamo ammirare i Cristezanti con i crocefissi liguri nel loro tributo di fede alla passione di Cristo. Negli ultimi anni, grazie all’insistenza del precedente rettore, don Pietro Lupo, mancato improvvisamente nel giugno 2015, si è recuperata la tradizione di portare a spalla l’arca argentea della Madonna con l’aiuto delle associazioni sportive reccheline. La macchina organizzativa ha al suo centro il Comune, impegnato in uno sforzo unico per garantire che ogni momento della festa fili liscio e senza intoppi. Dal sindaco agli assessori, dalla polizia municipale agli operai del magazzino, senza dimenticare gli impiegati e i funzionari degli uffici, tutti sono idealmente schierati in un’unica squadra che tra transenne, divieti, autorizzazioni, licenze, pubblicità, illuminazione, bancarelle e cartine cerca di dare il proprio contributo ad un evento che richiede di anno in anno uno sforzo sempre maggiore per superare difficoltà burocratiche, logistiche e finanziarie. Altri protagonisti, forse meno visibili, ma non meno indispensabili, garantiscono con il loro impegno il normale svolgimento della Sagra. La Pro Loco fornisce un esauriente servizio di informazioni turistiche a quanti domandano gli orari dei treni straordinari e degli spettacoli pirotecnici o si informano in quale stand gastronomico si mangia meglio. I Volontari Antincendi Boschivi con i loro mezzi effettuano un servizio di vigilanza sempre pronti ad intervenire nei casi rarissimi in cui qualche tizzone di fuoco possa bruciare sterpaglie o altro. La Croce Verde, nei giorni della festa, in concomitanza con il grande afflusso di persone, organizza il servizio di pronto soccorso con i suoi mezzi su tutto il territorio comunale senza trascurare i servizi normali e le emergenze.

 

IL CULTO DI N. S. DEL SUFFRAGIO

Da tempi antichissimi Recco tributa solenni festeggiamenti a N. S. del Suffragio. Un documento risalente ai primi del 1600 riporta che nel XVII secolo l’Oratorio era dedicato alla Natività di Maria e che il giorno 8 settembre l’Arciprete di Recco vi si recava a celebrarela Messa cantata ed il Vespro. Quando le truppe napoleoniche occuparono Recco l’Oratorio venne chiuso e i suoi beni furono dispersi. Ciononostante gli abitanti continuarono a celebrare la tradizionale festa e a rendere omaggio alla Madonna, con luminarie e sparate. L’8 settembre 1814 un pellegrino d’eccezione, lo scrittore francese Henry Stendhal, si trovò a visitare Recco. In una nota scritta a lapis quel giorno a Recco e pubblicata poi sotto il titolo “Rivages de la mer” nel 1818, scrisse: “C’è stata la festa della Madonna di Recco… Qui sento il rumore dei fucili e dei mortaretti sparati in onore della Madonna da questa gente avara e ladra che appena interrompe la solitudine di questi monti… Il villaggio era abbondantemente illuminato, ad un miglio di distanza percepivo il suono del piffero e del clarino… Sono le dieci, lo spettacolo diventa più sublime ad ogni istante…” Nell’anno 1823 papa Pio VII decretò l’incoronazione di N. S. del Suffragio e del Bambino Gesù, con auree corone inviate dal Capitolo della Basilica di San Pietro. La cerimonia ufficiale avvenne il giorno 8 settembre 1824 per mano dell’arcivescovo di Genova Cardinale Luigi Lambruschini.

  

Da quel momento la festa assunse la forma e i modi che conosciamo ancora oggi, fatta eccezione per le manifestazioni civili.
La città, tra il novembre 1943 e l’agosto 1944, subì ventisette bombardamenti aerei e venne completamente distrutta. L’8 settembre 1944, poiché il Santuario era stato danneggiato e dell’abitato e delle chiese di Recco non restava più nulla, le sacre funzioni furono celebrate nella villa Badaracco in località Faveto, dove la statua della Madonna era stata posta in salvo in un rifugio scavato nella roccia. Numerosi furono i recchelini che, pur dispersi dalla distruzione della città, vennero dalle località vicine a venerare la Madonna.

Dagli anni 50 e fino al 1974 la processione usciva dal Santuario la sera dell’8 settembre e visitava in ciascun rione i sette Quartieri, che salutavano l’arca della Madonna con la sparata di “mascoli” e i fuochi artificiali. Dal 1974, per ragioni di sicurezza, gli spettacoli pirotecnici cominciarono a essere realizzati nella zona a mare e articolati in due serate, il 7 e 8 settembre. Le sparate di “mascoli” invece continuano a salutare il passaggio di N. S. del Suffrago in processione nei vari Quartieri. Particolari e grandiose cerimonie furono e continuano a essere organizzate, ogni venticinque anni, dal giorno dell’Incoronazione. Il 7 e 8 settembre 1999, in occasione del 175° anniversario, l’arca della Madonna venne portata in processione per le vie cittadine più volte e i Quartieri festeggiarono nei due giorni, da mattino a notte, con sparate di “mascoli” e spettacoli pirotecnici diurni e notturni.