La nostra storia

Michele Bozzo, Cicci Porcù e altre persone, in seguito alla scissione del Quartiere del Ponte avvenuta agli inizi degli anni Cinquanta, costituirono l’odierno Quartiere Spiaggia. Il primo anno essi non avevano nessun mezzo a disposizione, ma erano intenzionati a rendere omaggio a N. S. del Suffragio nel giorno della festa. Raccolsero vecchi copertoni, li posizionarono sulla diga a mare allora presente, li inzupparono di benzina e li incendiarono al passaggio della solenne processione. La patrona della cittadina venne salutata per la prima volta dal nuovo Quartiere con “l’incendio della diga”.

I primi tempi furono difficili. Il Quartiere era rappresentato da pochi ragazzi, tutti privi di esperienza. Un anno stesero una delle loro prime sparate sulle macerie delle case a mare e sistemarono il “riondino” sotto la chiesa di San Michele. Sfortunatamente il mare si ingrossò e le onde lo bagnarono. Quando si pensò che la sparata non si sarebbe potuta effettuare, alcuni volenterosi di altri Quartieri intervennero in loro aiuto, lo spostarono e, grazie a loro, gli inesperti ragazzi poterono darle fuoco.
Il primo spettacolo pirotecnico risale al 1955. In quell’anno nacque il “Nuovo Quartiere Spiaggia” che quell’anno spese l’iperbolica cifra di 175.000 lire per i fuochi d’artificio.

In seguito il Quartiere interruppe la sua partecipazione attiva, senza però mai smettere di salutare in qualche modo il passaggio dell’Arca di N. S. del Suffragio durante la processione dell’8 settembre. È nel corso di quegli anni che i ragazzi decisero di fare qualcosa di diverso in onore della patrona e chiesero a una persona di Recco, Miori, di occuparsi della faccenda. L’uomo ebbe l’idea di costruire un marchingegno che, partendo dal lungomare, accendesse una cascata sulla diga e poi sul campanile della chiesa a mare di S.Michele attraverso una sorta di aereo su cui furono applicati dei razzi. Erano gli anni 60 e al nuovo macchinario venne dato fuoco per la prima volta dal Vescovo quando la processione giunse sul lungomare. Nacque così la tradizione della “colomba”.

Nel 1976, grazie ad alcuni appassionati e alla bravura del fuochista napoletano Raffaele Liccardo di Mugnano, il Quartiere riprese alla grande la sua attività, attirando la simpatia dei più giovani, tanto da essere poi definito il “Quartiere dei bambini”. Si è migliorato di anno in anno fino a diventare uno dei più grandi e più forti.